venerdì 4 gennaio 2013

L'agglassato, piatto della festa.

Invece l'anno l'abbiamo iniziato con un grande piatto siciliano, anche questo ottimo per le feste, ma anche per una gustosa quotidianità.
Un piatto a tutto pranzo, come altri tipici siciliani, in cui la carne o il pesce vengono cotti in un sugo che serve anche a condire la pasta.  Chiamarlo piatto unico è improprio, perchè prima si serve la pasta e poi con lo stesso sugo, spesso con patate, si serve la carne.
E' una preparazione non difficile, ma con una cottura a fuoco basso e piuttosto lunga e che va sorvegliata.  La bontà del risultato dipende dalla qualità degli ingredienti, soprattutto cipolle e carne.  Era una delle pietanze dei monsù, i cuochi delle grandi famiglie nobiliari siciliane, la cui cucina aveva forti ascendenze francesi.




ingredienti:

un girello di vitellone, anche di spalla
1-2 chili di cipolle dolcissime
patate
olio EVO
marsala secco
pepe
sale





Si usa della carne adatta per stracotti, può essere di quarto anteriore o posteriore secondo gusti e possibilità, un  buon girello anche di spalla o scannello. Si lega come per un arrosto e si rosola in pochissimo olio, sino ad avere una bella crosticina esterna.
Si friggono le patate a grossi tocchi, anche per queste basta facciano una bella crosta esterna.
Si affettano e tritano tutte le cipolle, che devono essere dolci, quelle vere di Tropea.


Si sceglie un bel tegame profondo meglio di terracotta o ghisa, e vi si fanno rosolare in buon olio le cipolle tritate grossolanamente.  Si aggiunge la carne rosolata e si sfuma con un buon bicchiere di marsala secco,  quando sarà sfumato del tutto si aggiunge brodo bollente (o acqua e dado), a coprire.  Si sala e si aggiungono generosamente grani di pepe nero. 


Dopo una mezz'oretta, si aggiungono le patate, ed eventualmente altro liquido.

A questo punto sarà il fuoco a fare il miracolo, lentamente la cipolla deve diventare una salsa dorata in cui patate e carne si amalgameranno per dare un profumo ed un gusto unici.
Non deve attaccare sul fondo, ma non deve nemmeno cuocere con troppa acqua.
Quando la carne sarà tenera e le patate soffici ma non del tutto sfarinate potrete condire della pasta corta ma non chiusa, che prenda il sugo, e quindi affettare la carne.



Questa cottura si presta benissimo con altre carni come agnello, capretto, vitella o anche.

A Leonardo Ciampa musicista statunitense, molto curioso di esplorare le sue radici italiane, è piaciuto riportare questa ricetta, traducendola, nel suo bel Blog sull'esperienza italo-americana.   Così mi dà anche la possibilità di offrire un'ottima traduzione in inglese.




2 commenti:

  1. Mi viene l'acqualina in bocca. Che ricchezza! Ahimé, anche se la marsala autentica si possa trovare qua a Boston (ma non senza difficoltà), il vitello qua non ha lo stesso sapore. L'animale è nutrito diversamente qua.

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    1. E' buonissimo anche con agnello o pollo, provare per credere.

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