L’odore di cavolo bollito aleggia nel triste scenario di crisi economica e miseria descritto da Hans Fallada nel suo romanzo " E adesso pover’uomo?". Ortaggio dei poveri, da grande depressione degli anni ’20: l’odore di cavolo, nell’immaginario collettivo, è odore di povertà, di mensa collettiva, di cucina di ospedale, di zuppa da campo di concentramento, come racconta anche Primo Levi in " Se questo è un uomo".
Così inizia un piacevole elogio del cavolo in tutte le sue accezioni e forme di Roberta Ferraris intitolato appunto " E che cavolo! " con anche dei bei disegni della stessa.
ingredienti:
cavoletti di Bruxelles
olio acqua sale
Cuocere il cavolo si fa sentire.... e di questi tempi potremmo anche deprimerci.
Così in casa da tempo cuociamo i cavoletti senza patirne l'odore usando il microonde.
Pulisco i cavoletti e ne incido la base a croce. Li lavo e senza scolarli li dispongo in un recipiente adatto alla cottura nel microonde. Aggiungo poco sale, mezzo bicchiere d'acqua e un cucchiaio di olio d'oliva EV.
Cuocio coperto in microonde a 750 watt per 10 - 15 minuti, controllando ogni tanto e regolandomi di conseguenza.
Alla fine si può decidere se servirli direttamente in tavola, o insaporirli come si è abituati.


Passo a salutarti per ringraziarti per aver partecipato al nostro bellissimo viaggio e per ricordarti che non sarebbe stato lo stesso senza di te! Un riassunto di tutto il viaggio si trova qui: http://muvara.blogspot.com.es/2012/12/tutti-i-numeri-dellabbecedario.html
RispondiEliminaA presto!
Aiu'