domenica 2 dicembre 2012

E che cavoletti....


L’odore di cavolo bollito aleggia nel triste scenario di crisi economica e miseria descritto da Hans Fallada nel suo romanzo " E adesso pover’uomo?". Ortaggio dei poveri, da grande depressione degli anni ’20: l’odore di cavolo, nell’immaginario collettivo, è odore di povertà, di mensa collettiva, di cucina di ospedale, di zuppa da campo di concentramento, come racconta anche Primo Levi in " Se questo è un uomo".   

Così inizia un piacevole elogio del cavolo in tutte le sue accezioni e forme di Roberta Ferraris intitolato appunto " E che cavolo! " con anche dei bei disegni della stessa.





ingredienti:

cavoletti di Bruxelles
olio acqua sale









Cuocere il cavolo si fa sentire.... e di questi tempi potremmo anche deprimerci.   
Così in casa da tempo cuociamo i cavoletti senza patirne l'odore usando il microonde.

Pulisco i cavoletti e ne incido la base a croce. Li lavo e senza scolarli li dispongo in un recipiente adatto alla cottura nel microonde.  Aggiungo poco sale, mezzo bicchiere d'acqua e un cucchiaio di olio d'oliva EV.

Cuocio coperto in microonde a 750 watt per 10 - 15 minuti, controllando ogni tanto e regolandomi di conseguenza.

Alla fine si può decidere se servirli direttamente in tavola, o insaporirli come si è abituati.





1 commento:

  1. Passo a salutarti per ringraziarti per aver partecipato al nostro bellissimo viaggio e per ricordarti che non sarebbe stato lo stesso senza di te! Un riassunto di tutto il viaggio si trova qui: http://muvara.blogspot.com.es/2012/12/tutti-i-numeri-dellabbecedario.html

    A presto!
    Aiu'

    RispondiElimina

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.

L’autore del blog non si assume alcuna responsabilità per il contenuto di siti esterni eventualmente linkati all'interno dei post o dei relativi commenti.
Alcune delle immagini pubblicate sono state reperite tramite ricerca libera su internet e sono quindi state giudicate di pubblico dominio. In ogni caso si precisa che se qualcuno, potendo vantare diritti su immagini qui pubblicate, avesse qualcosa in contrario, può scrivere all'autore del blog per chiedere la rimozione delle stesse, rimozione che verrà immediatamente effettuata.
La riproduzione dei contenuti e delle immagini di questo blog è consentita purché nel rispetto dei termini di utilizzo della Licenza Creative Commons